Liguria

Liguria.jpg

 

Liguria che ora mi vedi

Liguria che ascolti i miei piedi

non credi che certo mi senta

un poco più scaltro e distante?

 

Ascella al Piede del Monte

labbrino imbronciato e dolente

selciato che curva e s’assenta

dal Casinò alla Dogana

 

romana è la corsa al tuo mare

apuana la scorta al passante,

Liguria riviera tremante

Angusta scoperta di fiume.

 

Pattume mischiato a palude

di sterpi e di donne nude,

rischiavi un’immagine spuria

lunghissima e stretta Liguria

Alexandr Ivanovich

 

È la Liguria terra leggiadra.

Il sasso ardente, l’argilla pulita,
s’avvivano di pampini al sole.
È gigante l’ulivo. A primavera
appar dovunque la mimosa effimera.
Ombra e sole s’alternano
per quelle fondi valli
che si celano al mare,
per le vie lastricate
che vanno in su, fra campi di rose,
pozzi e terre spaccate,
costeggiando poderi e vigne chiuse.
In quell’arida terra il sole striscia
sulle pietre come un serpe.
Il mare in certi giorni
è un giardino fiorito.
Reca messaggi il vento.
Venere torna a nascere
ai soffi del maestrale.
O chiese di Liguria, come navi
disposte a esser varate!
O aperti ai venti e all’onde
liguri cimiteri!
Una rosea tristezza vi colora
quando di sera, simile ad un fiore
che marcisce, la grande luce
si va sfacendo e muore.

Vincenzo Cardarelli

 

 

 

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