Nobel oblige

I laid on a dune I looked at the sky
When the children were babies and played on the beach
You came up behind me, I saw you go by
You were always so close and still within reach.

Sara, Sara
Whatever made you want to change your mind
Sara, Sara
So easy to look at, so hard to define.

I can still see them playing with their pails in the sand
They run to the water their buckets to fill
I can still see the shells falling out of their hands
As they follow each other back up the hill.

Sara, Sara
Sweet virgin angel, sweet love of my life
Sara, Sara
Radiant jewel, mystical wife.

Sleeping in the woods by a fire in the night
Drinking white rum in a Portugal bar
Them playing leapfrog and hearing about Snow White
You in the marketplace in Savanna-la-Mar.

Sara, Sara
It’s all so clear, I could never forget
Sara, Sara
Loving you is the one thing I’ll never regret.

I can still hear the sounds of those Methodist bells
I’d taken the cure and had just gotten through
Staying up for day in the Chelsea Hotel
Writing “Sad-Eyed Lady of the Lowlands” for you.

Sara, Sara
Wherever we travel we’re never apart
Sara, Sara
Beautiful lady, so dear to my heart.
How did I meet you ? I don’t know
A messenger sent me in a tropical storm
You were there in the winter, moonlight on the snow
And on Lily Pond Lane when the weather was warm.

Sara, Sara
Scorpio Sphinx in a calico dress
Sara, Sara
You must forgive me my unworthiness.

Now the beach is deserted except for some kelp
And a piece of an old ship that lies on the shore
You always responded when I needed your help
You gimme a map and a key to your door.

Sara, Sara
Glamorous nymph with an arrow and bow
Sara, Sara
Don’t ever leave me, don’t ever go.

Bob Dylan, Sara – 1975
dario-fo-bob-dylan-premio-nobel-letteratura
….
MATTO Commissario, mi tenga qui con lei o mi butto dalla finestra… A che piano siamo? Al terzo…? Be’, quasi regolamentare. Mi butto! Mi butto, e quando sono sotto, ormai morente, sfracellato sul selciato, che rantolo… perché io sono duro a morire… io non sono fragile come l’anarchico, che per un salto di soli quattro piani, dopo il botto era già in coma… così che ai giornalisti che sono accorsi non è riuscito a raccontare niente… No, io ai giornalisti racconto… sempre col rantolo, che siete stati voi a buttarmi giù! Mi butto! (Corre alla finestra).
COMMISSARIO BERTOZZOTOZZO (cerca di fermarlo) Per favore: piantala! (Al Primo Agente) Spranga la finestra! Il Primo Agente esegue.
MATTO E io mi butto dalla tromba delle scale. (Corre verso la porta).
COMMISSARIO BERTOZZOTOZZO Perdio! Adesso basta davvero! Seduto. (Lo scaraventa sulla sedia. Al Primo Agente) Tu chiudi la porta a chiave… togli la chiave…
MATTO E buttala dalla finestra… Il Primo Agente, stordito, va verso la finestra.
COMMISSARIO BERTOZZOTOZZO Sì, buttala! No, mettila nel cassetto… chiudi il cassetto a chiave… togli la chiave… Il Primo Agente esegue meccanicamente.
MATTO Mettila in bocca e ingoiala!
COMMISSARIO BERTOZZOTOZZO No, no, e poi no! A me non m’ha mai preso nessuno per il sedere! (Al Primo Agente) Dammi ‘sta chiave. (Apre la porta. Al Matto) Fuori, vattene… e buttati pure dalle scale… fai come ti pare… fuori… o vado fuori io da Matto! (Lo sospinge fuori dalla stanza). MATTO No Commissario… lei non può! Non faccia l’abusivo… Non spinga così… La prego, perché mi vuol far scendere?… Non è la mia fermata!
COMMISSARIO BERTOZZOTOZZO Fuori! (È riuscito a liberarsi dal Matto. Accosta la porta) Oh, finalmente!
PRIMO AGENTE Signor Commissario devo ricordarle che c’è la riunione dal dottor Bellati… e siamo già in ritardo di cinque minuti.
COMMISSARIO BERTOZZOTOZZO Perché, che ore sono? (Guarda l’orologio) Per la miseria! Quel disgraziato m’ha fatto perdere la trebisonda… Andiamo, sbrigati…
Escono dalla porta di sinistra. Alla porta di destra si riaffaccia il Matto.
Dario Fo e Franca Rame, Morte accidentale di un anarchico – 1970
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